Andrea Redaelli: genio e immensa sregolatezza.

Premettiamo subito che Andrea è la persona più stordita che conosca.
Mio nonno Tonin (Antonio) gli avrebbe detto: “Ti ga la parola de na putana!”, con tutto il rispetto per le praticanti di questa antica arte.

Andrea Radaelli, dai più conosciuto come Andrea di Radikal Chopper, è però un vero maestro per quanto riguarda l’arte della customizzazione. Ma non quella dove prendi da catalogo un po’ di parti e le monti su una moto, lui è un costruttore di special. Nasce a Milano…

Ho deciso di non intervistarlo perché comunque avrebbe detto un sacco di palle e visto che credo di conoscerlo bene, sono sicuro di riuscire a fare lo stesso un suo ritratto ad hoc.

Lo conobbi alcuni anni fa ed è mancato poco che entrassimo in società e ogni sera quando vado a letto ringrazio il Signore perché ciò non è accaduto! Io da entusiasta ero perfino convinto mentre lui, dopo avermi detto di si, decise di non concludere per paura che “lo facessi lavorare troppo e lo stressassi”, sue testuali parole.

Nonostante il gran rifiuto siamo rimasti amici e la mia stima nei suoi confronti come customizer è lapidale. Forse il migliore in Italia (se la gioca con Samuele di Abnormal Cycles) e sicuramente tra i primi cinque in Europa. Quest’estate aveva l’occasione per farsi conoscere anche negli Stati Uniti essendo stato invitato a Sturgis al bike show organizzato da Michael Lichter ma come al solito, dopo mille si non si è presentato… Perché Andrea è fatto così: la riservatezza alla fine vince sull’ego che non coltiva.

La sua officina è un vero delirio e rispecchia il suo essere. Nonostante ciò da li escono moto fantastiche anche se con tempi biblici. C’è gente che ha perfino deciso di affittare un appartamento in zona per poter seguire i lavori da vicino. Ma non conosco nessuno che sia riuscito a scalfire i suoi ritardi e a bere le sue palle cosmiche. Vi ricordate il film Blues Brothers? La scena in cui la moglie di Jack lo scova nelle fogne mentre sta scappando dal teatro dopo lo spettacolo e dopo aver cercato inutilmente di ucciderlo con mine e razzi? E vi ricordate le scuse da lui addotte che tiravano in ballo locuste, tornado e l’inferno di cristallo? Ecco le balle di Andrea su ritardi e fornitori, a cui capitano cose che manco Spielberg riuscirebbe a pensare, non sono nulla! Su una cosa sola si trattiene ed è nel mettere in mezzo, come scusa, la sua splendida bimba che ogni tanto porta con sé in officina e lo guarda sognante lavorare. Forse un giorno anche lei si ricrederà, se riuscirà a non essere offuscata dall’amore filiale.

Di solito la sceneggiata va in onda il sabato mattina quando i suoi clienti passano da lui speranzosi di vedere lo stato di avanzamento dei lavori. Qui Sofocle (per chi non ha fatto studi classici è uno dei più grandi drammaturghi greci dell’antichità) sarebbe risultato uno scolaretto alle prime armi. Andrea ti guarda con aria dispiaciuta e inanella le sue disavventure e quelle dei fornitori, garantendo che comunque il lavoro è praticamente finito e che gli basteranno due giorni appena, ricevuto il materiale, per finire la moto. Ma quando arriverà il materiale?

Le prime volte ci credi ma alla ventesima inizi a pensare che o ti sta prendendo per il culo o lui è il più sfigato della terra, degno di un viaggio cumulativo ai santuari di ogni fede esistenti.

La cosa più incredibile è che alla fine della snocciolatura dei disastri, lui sfodera un sorrisetto del cazzo che ti piacerebbe farglielo ingoiare ma alla fine abbassi il capo mestamente e “preghi ogni santo” perché quel calvario abbia una fine.

E da buon “besugo” (pesce chiamato così per la sua furbizia) mentre vai a casa, tra te e il tuo medesimo dici: “ Vabbè arriverà in ritardo ma l’ha fatta Andrea…”.

Tutto questo non mina però il piacere di andare da lui il sabato mattina. Trovi sempre gente entusiasta e profonda conoscitrice del mondo custom, persone che vivono questa passione e sono super competenti. Per fortuna, almeno quello, perché sennò il sabato successivo ti potresti presentare con il napalm.

Andrea si definisce anche un ottimo dj con una cultura musicale raffinata… ma anche qui molti hanno seri dubbi.

Infatti si va dal pop d’altri tempi con canzoni di Orietta Berti o dei Cugini di Campagna a pezzi di indiscutibile classe. Una volta mi capitò di entrare ed essere accolto dalla fase pop e per me fu talmente una sorpresa che da quel giorno lo definii “il dolce Customizer” poiché mancavano solo le caprette e Heidi ed il quadretto sarebbe stato perfetto. Gli consigliai così di cambiare logo e di sostituire al teschio la faccia del cane di Heidi con linguetta di fuori.

È anche uno scrittore di poesie… ma qui si va sul personale stretto e un minimo di pudore mi ferma le dita sulla tastiera.

Insomma un artista a tutto tondo.

Un personaggio spesso presente in officina è il suo papà che ogni tanto gli da’ una mano a recuperare i famosi pezzi costruiti apposta dai suoi puntualissimi fornitori. Ci è capitato di passare alcuni pomeriggi ad aspettarlo invano e per ammazzare il tempo ci siamo dilettati su discussioni politiche e anche qui mi trattengo, ma condivido.

Andrea è un indiscusso maestro, uno di quegli artigiani che solo l’Italia sa partorire. Ormai il suo estro e la sua maestria, che si riconoscono dall’uso dell’ottone, sono chiare e riconosciute nel panorama del custom o delle moto speciali. Per lui BMW, Triumph, Ducati, Kawasaki, Guzzi e Harley non hanno segreti e possono essere trasformate in oggetti unici come. a mio modesto parere, solo pochi sanno fare.

Fatevi un giro quindi in via Imperia al 28, entrando dal cancello grande, girate a destra e constaterete che almeno io di palle non ve ne ho raccontate.

Pier Francesco Caliari

andrea redaelli

andrea redaelli

andrea redaelli

andrea redaelli

andrea redaelli

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *