Dario Marchetti, pilota e gentiluomo.

12605390_940437089343360_858615230529155848_o

Quando incontri Dario la prima cosa che ti colpisce è il suo sorriso. Ma non quello della smorfia della bocca ma quello degli occhi. La seconda cosa è il suo accento con quella “esse” che solo chi è nato in Emilia, quasi Romagna, ha.

Dario nasce a Castel San Pietro il 21 Gennaio del 1961, a due passi da Bologna da papà commerciante di abbigliamento appassionato di auto e mamma insegnante.

E’ del segno del capricorno, gran bel segno.

E’ un pilota, non un motociclista, e come molti piloti la moto per strada non la usa, se non il suo scooter per scampare al traffico delle vie di Montecarlo dove abita da anni. In gioventù però con il Malaguti Fifty ci dava dentro specialmente nelle gare che tra ragazzini spesso si facevano. Ma ultimamente un pensiero ce lo sta facendo anche se ha le idee ancora un po’ confuse. Gli piacerebbe una Cafè Racer nuda perché è nel suo stile o uno scrambler però anche un Harley lo intrigherebbe. Forse per un coast to coast negli Stati Uniti perché quel viaggio li lo fa sognare.

Ama anche le automobili che sono state il suo primo amore e sono ancora una sua grande passione, con cui ha anche corso e vinto.
Io però credo le preferisca per far accomodare al suo fianco amiche con cui condividere brevi, fin ora, tratti di strada.

Come dicevo è un pilota da sempre, ama la velocità, il rischio non gli fa paura, anzi.

Anche quando a Riejka, nel 2010, ha rischiato non solo di non salire più in moto ma di lasciarci le penne. E ama la gnocca tanto quanto ama la velocità. Per lui le donne e la moto sono ragione di vita. Si perché, come dice lui, una donna non la conosci fino a che non la porti al limite e basta quella sciocchezza per cadere. E quando cadi in moto ti fai male come quando una donna la perdi. E ad oggi non ha ancora trovato una donna con cui convolare a nozze o semplicemente convivere e magari avere un erede. Ma questo probabilmente succederà più avanti, quando sarà cresciuto e diventato adulto.

Dario ha portato in pista quasi tutti i marchi motociclistici esistenti sia come pilota ufficiale sia come privato; ha corso nel mondiale Moto GP in tutte le categorie, nella superbike, nel campionato AMA, nelle endurance e se ci fosse anche qualche altro campionato avrebbe corso anche in quello. E di gare in questi campionati ne ha vinte tante!

Insomma Dario vive per correre poiché la velocità non è solo il suo lavoro ma anche il suo hobby e la sua “droga”.

Oggi, oltre a fare il pilota, è anche ambasciatore di Ducati nel mondo. Ducati è il suo amore. La storia con la casa di Borgo Panigale nasce con Daniele Casolari allora patron di Ducati Performance che non avendo una moto superbike da offrirgli, gli propose una moto allestita con le parti Ducati Performance per fare il campionato endurance e promuovere il marchio. Da li fu un attimo poiché l’allora direttore della comunicazione di Ducati, un certo Caliari, lo contattò per un programma legato al lancio del 998R, che durante la presentazione stampa aveva avuto qualche problema di affidabilità. L’idea era quella di far correre la moto nelle endurance con una squadra capitanata da lui e gestita dall’officina stampa e di volta in volta invitare i giornalisti/tester per sfatare la fragilità del motore sotto accusa. L’esperimento si rivelò un successo vincendo il campionato.

Da questa collaborazione nacquero tante attività che ancora oggi Dario gestisce con grande professionalità e passione. Tra tutte, durante le gare di superbike, lui è il pilota della Panigale biposto con cui regala emozioni forti ai fans Ducati ed è direttore tecnico e responsabile dei piloti del DRE (Ducati Riding Experience), la scuola di pilotaggio su pista della casa.

Si diletta anche come giornalista commentatore per la televisione francese. Una cosa che non sa fare è cucinare ma per questo, anche per una cena romantica, c’è sempre il catering….

Dorme poco e reputa che ogni minuto della vita non deve essere sprecato. Per questo rischia spesso di perdere i voli poiché, viaggiando molto, “se conti tutte le ore che perdi nelle sale d’attesa degli aeroporti alla fine vengono fuori dei giorni..” come dice lui in splendido accento emil-romagnolo.

Ama vivere a Montecarlo, dove la tranquillità del posto gli serve per ricaricare le batterie ma adora anche Miami, dove ha fatto base per alcuni anni quando correva negli USA, poiché si vive un clima tropicale in un contesto organizzato.

La solitudine non lo spaventa. Infatti spesso viaggia da solo nelle isole caraibiche essendo un amante del mare, del sole e della vita “polleggiata” (classico termine romagnolo che descrive una situazione di agio) al ritmo lento del frangere delle onde.

Infine era famoso il calendario che ogni anno produceva per gli amici e gli sponsor che andava a ruba… Chissà perché!

Pier Francesco Caliari

919350_511432952243778_1688466895_o

38247_106628819390862_5612915_n

1511975_620352444685161_1998743817_o

38605_109513015769109_255748_n

38605_109513022435775_215847_n

1915048_105204212866656_4236959_n

13880350_1056341704419564_8220311599255278114_n

14117918_1076972322356502_6322540325596451876_n

3 Comments Add yours

  1. ANN scrive:

    Un uomo semplice, un sorriso…e le piu grande anni di Ducati in Endurance!! Un Gentiluomo è perfetto! 🙂

  2. Fulvio rizzi scrive:

    Vai Dario… da grande vorrei essere come te!

  3. Josef scrive:

    …grande Dario Marchetti,l’ho incontrato la prima volta quando correva la 24 di Montmelo (Barcelona) con il team Ducati Floreales. Gli leggi la passione per le moto negli occhi, gli anni passano ma lui è sempre lì su quella sella con sotto di lui quel bicilindrico che io e credo anche lui, amiamo alla follia! 👍🏻😃

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *