La donna del capo. La capostipite delle donne Harleyste.

Se incontri Federica per la strada all’apparenza non diresti mai cosa cela dentro di se.
Deve essere a piedi però perché se la incontri sulla sua Harley o sul suo Land pick-up rosso passo corto una seppur minima idea te la fai. E una cosa che adoro quando sorride è il suo dente d’oro che ormai non ha più nessuno neanche la donna di un rapper. Però tutto ciò racconta di una quarantenne di grande fascino e bellezza, forse un po’ “uoma” e destrutturata, come si definisce lei e come qualcuno l’ha descritta, ma sicuramente femmina dentro.

Federica Moschiano nasce a Milano l’undici ottobre “intorno agli anni 70”, papà dirigente commerciale la mamma insegnante d’inglese, quindi una famiglia normale che non sapeva ancora che personaggio avessero creato. Si laurea nel ’94 in Scienze Politiche con indirizzo economico internazionale. Come tutti noi che abbiamo fatto Scienze Politiche non aveva ancora ben chiaro cosa fare nella vita e come tutti noi ne voleva fare tante, poiché una sola dopo un po’ ti annoia. Sicuramente le piaceva scrivere, cosa che fa ancora oggi, per alcune testate. E così è un passo entrare nel mondo della comunicazione, dove ha lavorato come free lance, in agenzia e in azienda.
Oggi ha una sua agenzia che si occupa principalmente di ufficio stampa nello sport. Ha una bimba di 12 anni avuta dal suo attuale compagno Alberto, uomo che stima e ama perché le sa dare quella libertà e quella fiducia di cui lei ha bisogno come il pane e che conobbe un anno dopo la scomparsa dell’uomo che in certo qual senso le cambiò la vita. Carlo Talamo.

Le moto non sono state la sua prima passione se non per aver compreso già da giovane che i motori in generale erano nel suo sangue. Parte con lo Zip per poi passare al Velocifero, mezzo che non ha sfondato nel mercato ma che aveva già in se quel gusto vintage e retrò che poi la accompagnerà ancora oggi.

Federica è un entusiasta e vive di passioni forti. Già da ragazza, con gli amici, giocava alla guerra simulata facendo uscire quella parte “uoma” che albergava in lei.
Uno di questi amici è Carlo Di Blasi che vedendola così piena di energia la coinvolse nella pratica di uno sport sicuramente poco femminile la kick boxing dove dopo un mese e mezzo già combatte. E questo sport la entusiasma così tanto che vince due titoli italiani e partecipa con la nazionale italiana a Miami ai mondiali. Però, così come le capita nella vita normale, un giorno decide di abbandonare la kick per dedicarsi al pugilato in un momento dove le donne, in Italia, non erano nemmeno contemplate. Questo la portò a combattere fuori dal territorio nazionale arrivando a piazzarsi terza nel ranking europeo dei pesi leggeri. Nel 2000 la boxe femminile venne riconosciuta dal CONI dandole così la possibilità di firmare il suo primo contratto da professionista.

Ma qui aveva già conosciuto Carlo che però non era molto propenso a che lei continuasse la boxe. Infatti la prima volta che la abbraccio la sentì talmente muscolosa che la soprannominò “Franco il camionista”. Così con il suo primo contratto in mano decide di smettere.

Nel frattempo Federica non disdegna altre attività prettamente maschili (almeno una volta così erano considerate) come i corsi di guida veloce e la partecipazione a due edizioni di Donnaavventura in Sud America e in Lapponia.

Federica nonostante questa sua scorza dura ha la consapevolezza di essere una donna bella e intelligente, che vive di passioni ed è un ‘entusiasta della vita ma sa di essere anche fragile. Ha sofferto, si è messa in discussione e come un pugile è caduta e si è rialzata più forte di prima.

Ma veniamo alla parte e all’uomo che forse le ha segnato di più la vita facendole scoprire un mondo conosciuto solo di striscio quello dell’HD e dandole la possibilità di intraprendere la vita imprenditoriale con il famoso negozio di apparel e merchandising legato al marchio di Milwakee in via Niccolini davanti alla Numero 1.

Carlo Talamo, per chi non lo conosce è l’uomo che ha portato e fatto crescere il mito Harley-Davidson in Italia e a cui i Chapter odierni devono il loro successo, che conobbe, una sera di sfuggita, al famoso chiosco di Corso Sempione “Sergio&Efisio.

L’incontro fuggevole però era solo la scintilla che fece scoppiare l’incendio. Infatti di li a poco Carlo, che si informò subito su quella ragazza dagli occhi azzurri e il sorriso accattivante, le fa recapitare un pensiero nell’agenzia di comunicazione dove lavorava. Così Federica per ringraziarlo passa da Via Niccolini, sede storica della Numero 1, e non trovandolo, gli lascia un biglietto di ringraziamento per la gradita sorpresa ricevuta. Passano alcuni giorni e il gioco è fatto! Federica diventa “la donna del capo”.

Carlo non ha mai trattato Federica e lei non si è fatta mai trattare, come molti fanno con le proprie donne, regalando cose o altro per tenersela buona anche perché lei non avrebbe mai accettato, non è nel suo essere.

La moto se la comprò e il negozio di Via Niccolini è stato pagato alla proprietà fino all’ultimo centesimo da lei. E proprio il negozio fa parte della brutta fine che questa storia ebbe. Carlo Talamo muore il 29 ottobre del 2002 in sella ad una Trimph (marchio di cui divenne importatore dopo aver lasciato l’importazione delle HD alla casa madre che apriva una sede italiana ma conservandone la concessionaria) sull’autostrada Livorno – Milano. Così una cordata di imprenditori rileva il suo patrimonio.

Ma il negozio di “abbigliamento”, che era di fronte alla concessionaria, no poiché quello era suo. Dapprima i nuovi proprietari cercarono di comprarlo, ma senza successo, poiché lei lo riteneva, giustamente, una sua creatura in cui credeva e che in fondo le lasciava qualcosa di concreto in mano al posto del solo suo ricordo. Così, come era logico che succedesse, i nuovi proprietari fecero valere le ragioni del business e del brand non facendole più rinnovare il contratto annuale che lei aveva con Harley-Davidson. Fine dei giochi.

Comunque sia, e nonostante tutto, lei è stata e forse per molti versi lo è ancora, la capostipite di tutte quelle donne che oggi cavalcano con giusto orgoglio una Harley-Davidson!

Si perché lei avrebbe potuto mollare tutto come succede in molti casi quando situazioni forti o ricordi pesanti ti fanno abbandonare la via che per anni ha voluto dire felicità e spensieratezza.

No, lei la sua Harley l’ha ancora e la ama forse più di prima, le piace e si diverte quando al semaforo qualcuno la guarda e la fotografa e come dice lei “quando sono sulla mia moto mi sento figa!”.

Certo la vita del vecchio Milano Chapter, con tutte le marachelle che Carlo pensava e poi metteva in pratica, le manca e la voglia di tornare nel gruppo potrebbe farla approdare di nuovo a quella vita. Certo è che toglierle quella pezza dalla schiena per sostituirla con un’altra seppur simile, non sarà molto semplice e il suo carattere difficilmente le farà accettare le nuove regole e il nuovo modo di vivere il gruppo.

Il suo animo oggi la porta di più a piccoli gruppi che, anche con moto diverse, amano il fatto di godere di quei momenti che fanno di un viaggio un ricordo indelebile. Come quello per il centenario dell’Harley a Milwakee quando con il chapter di Firenze ed unica donna, in totale 15 moto spedite in un container compresa la sua, fece il coast to coast per raggiungere la casa madre. Purtroppo il viaggio fu interrotto per tornare in Italia causa un malore di suo papà.

Oppure, come ogni anno da una decina d’anni a oggi, con un piccolo gruppo di mamme conosciute tramite la scuola di sua figlia, partire per la zingarata di tre giorni in giro per l’Italia e l’Europa.

Insomma da oggi, se vedete una donna su una Harley nera, con il serbatoio nero e arancione con scritto 1340 Night Train (Rossi di Mantova l’ha rivista ultimamente così) sappiate che lei la sa più lunga di chiunque altro e di voi e che se la fate arrabbiare vi mena anche. Ma sempre con il sorriso.

Pier Francesco Caliari

183282_1857399838561_3413562_n(1)

4653_1150452205312_6845390_n

18494_10206074079114835_4475981047911703729_n

17825_10206074073954706_5777852412817633419_n

FedeMoto_g

156608_1703762477723_5406618_n

2 Comments Add yours

  1. maddalena scrive:

    ehi “Fed corri veloce” ti ricordi quando si correva all’Arena per la scuola?
    …certo: tu un po’ più veloce di me…
    caspita, ti vedo in forma strepitosa!
    mad

  2. maddi scrive:

    Grande Federica ! …sei un grande esempio di donno

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *