Giulio Merola. Una vita da officier e il chapter che verrà.

giulio merolaGiulio Merola è un vero personaggio e non è facile raccontarlo poiché come lo vedi è. Non ha un lato oscuro o se lo ha è meglio non farlo sapere troppo in giro, è semplicemente lui.
E lui fu uno dei primi che conobbi anni fa quando mi iscrissi al Milano Chapter grazie alla sua spontaneità e la zero voglia di atteggiarsi a deus ex machina della situazione come invece capita a molti che non avendo ruoli nella vita, lì pensano di trovarne uno. Ma uomini o caporali, il film, è già stato fatto.

Giulio è uno che se lo vedi di giorno in atteggiamenti professionali non diresti mai che ha l’Harley-Davidson marchiata a fuoco sul cuore. Anzi forse di più. Non ha tatuaggi, non ha pizzetto o mosca o barba d’ordinanza, non ha l’aspetto truce tanto caro a chi guida una HD; insomma il classico commercialista qual è e naturalmente il suo colore preferito è il blu. Lui è 50% commercialista e 50% biker. Certo quando al semaforo lo guardano sulla sue Harley gli piace un bel po’ anche se pensa che in questo periodo forse ti guardino con un po’ di invidia per avere la fortuna di poter permetterti tali mezzi.

Giulio (21 agosto 1963) è milanese DOC, motociclista da sempre (Guzzi 50, Ciao, Vespa Primavera poi Vespa 125TS e via così fino alle giapponesi) a parte una decina d’anni d’amore per la Porsche che però non gli ha toccato il cuore come quando incontrò una sera Carlo Talamo, nel ’99, che lo portò sulla retta via e lo inserì subito nel direttivo come segretario.

Da quel momento e per 16 anni Giulio vive il Milano Chapter con una passione che non ha eguali, percorrendo più di 250 mila Km scarrozzando neofiti biker o in solitudine o con le compagne della sua vita. Ora, dopo Raffaella che gli ha dato una figlia per cui stravede, veleggia con Lidia che descrive come la sua donna ideale perché, parole sue, “è una donna che ha capito come deve trattarlo, non deve rompergli i coglioni, ama andare in moto ed è capace di mandarlo a cagare con il giusto tatto da essere accettato.”

Giulio riesce da anni a vivere il chapter con una passione unica che penso pochi abbiano (4 anni da segretario, 4 da vicedirettore, 4 da activity, 4 da direttore e ora con buone possibilità di diventare vice direttore con la nuova concessionaria “Gate 32” che ha preso il posto della mitica Numero 1 di via Niccolini) e con una passione che ti deve venire da dentro, con la gioia di un “hobby” non di un lavoro, come dice giustamente lui.

Giulio è un uomo che vive il presente senza dimenticare il passato e in questo nuovo ruolo nel Gate 32 Milano Chapter si rende conto che i 30 anni passati sono passati e ora si apre una nuova fase e si va avanti con rinnovata energia ed entusiasmo.

In questi anni molti Km e molte curve sono passate sotto le sue chiappe, dai mitici “Pallequadre” agli attuali “Hog Inverno” (chi vi scrive non ama molto questa ultima versione,ma va bene lo stesso) e quindi sono sicuro che la sua esperienza non possa fare altro che bene al nuovo chapter.

E come dice Giulio, “una volta ad Harley non interessava che ad un raduno ci fossero migliaia di persone, interessava che ci fosse qualcuno… ma come dare torto ad un’azienda che guarda giustamente al fatturato di moto e accessori, dove le concessionarie e di seguito i chapter sono cresciuti sia nei numeri sia nei soci”.

In questa intervista ho cercato di provocare Giulio con domande scomode sulla “new age” dei chapter che negli anni, essendosi molto allargati, si sono imborghesiti e spesso ridotti a mere agenzie viaggi, ma la sua visione e passione, nonostante abbia convenuto su questa inclinatura, riesce a darne una lettura interessante. E cioè la capacità di essere protagonisti portando ad esempio il Faaker che ritiene il massimo dei raduni targati HD. Lì ognuno può veramente esprimere se stesso, giocando con il o i personaggi che più ti fanno sentire protagonista e dove il piacere di incontrare gli amici rende goliardico e spensierato e fa l’evento nell’evento.

Ma di Faaker ce n’è uno solo e quindi come gestire il resto dell’anno? E come essere più diciamo istintivi, meno legati alla ripetitività del solito run o “giretto” per i neofiti? La ricetta per le sue prossime eventuali responsabilità è quella di essere più semplici, meno costruiti, con una vena di spartano che lasci spazio alla creatività e la voglia del momento. E questo sarebbe un buon ripartire per il “Gate 32 Milano chapter”.

Anche le donne nei suoi programmi avranno un ruolo importante nel nuovo corso del chapter anche e non solo per il fascino che esercitano quando le vedi cavalcare la loro moto. Certo sono anche state talvolta causa di problemucci ma questo succede ovunque. E sempre di più stanno acquisendo ruoli di grande responsabilità nelle gerarchie sociali.

Beh a questo punto stiamo a vedere cosa succederà…

Ha un sogno nel cassetto ed è quello di fare la mitica Route 66 sentendo la musica degli anni ’80. A lui piace comunque tutta la musica, non è un talebano del rock e ciò calza perfettamente con il suo personaggio.

Ma nonostante tutto il suo paradiso è casa sua con il suo terrazzo dove fumarsi un sigaro e godersi la pace brianzola con la Lidia.

Pier Francesco Caliari

 

giulio e lidia
Giulio e Lidia
giulio e sua figlia
Giulio e sua figlia

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  1. fabrizio giansanti scrive:

    bravo giulio come al solito!!!

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