Il mio Motor Bike Expo

Sono anni ormai che per passione, e ultimamente anche per lavoro, vado al Motor Bike Expo di Verona.

Ogni anno è occasione per incontrare molti amici, conoscenti e ammirare le special esposte.

Ecco questo penso sia lo spirito della maggior parte di chi va alla kermesse veronese, oggi sicuramente il più importante evento europeo del settore cosiddetto custom.

L’aria che si respira è quella del raduno, della voglia di incontrarsi, di farsi selfie da poi postare sui social a testimonianza della partecipazione, di curiosare tra gli stand (talvolta parola grossa), di ammirare le creazioni di customizer provenienti da tutto il mondo e ultimamente anche gli stand con i modelli delle case più importanti che hanno scoperto il mondo delle moto custom o speciali, che visti i numeri del mercato non lo snobbano più.

E questo è il fattore più importante, poiché questo evento è sempre stato un feudo dell’Harley-Davidson e di tutto il mondo legato ad esso.

Quest’anno, la ventiquattresima edizione, si è svolta dal 21 al 23 gennaio, mese che ritengo infelicissimo per un evento del genere ma che per gli organizzatori invece, per quanto sono i risultati da loro comunicati ed in crescita ogni anno, è azzeccata.

E così eccoci alle porte della Fiera di Verona che ormai da qualche anno ospita l’evento nato a Padova. Per fortuna posso parcheggiare di fronte all’entrata usufruendo della mia ricca tessera da giornalista che mi concede anche il privilegio di non pagare. Il mondo fuori che si accalca per entrare è sicuramente quello di un evento custom quindi tanti giubbotti di pelle, jeans con catena salva portafogli, stivali di ogni foggia e cappellini stile camionista americano. Un mondo comunque variegato nel suo essere omologato a schemi rigidi. Le donne sicuramente un po’ più colorate, specialmente nei tatuaggi, e meno, diciamo, trasandate di anni addietro. Ma, negli ultimi anni come dicevo, si iniziano a vedere anche quelli che con il mondo Custom hanno poco a che vedere.

Appena passi i tornelli il profumo della salamella ti avvolge anche se l’ora non è ancora quella del pranzo, ma fa parte della cornice festosa dell’evento.

Come al solito la fila dei primi padiglioni sulla destra sono territorio esclusivo di “ferri” customizzati discendenti dalla casa di Milwakee ma ultimamente anche altri marchi come Triumph e BMW. E proprio BMW sta facendo la parte del leone poiché gli appassionati del vintage hanno riesumato vecchi K e RS trasformandoli in cafè racer e scrambler. Scendendo invece trovi maggiormente la parte legata ad abbigliamento ed accessori sempre prettamente di stile biker più che da dandy per moto special. E qui trionfano anche i chioschi di Tiky Bar come il Gasoline che attirano molti bikers per la loro birra e musica rock.

Sulla sinistra invece hanno trovato spazio gli stand più sobri e strutturati delle case motociclistiche. Il piazzale è invece teatro di innumerevoli show di tutti i tipi con contaminazioni automobilistiche che poco ci azzeccano con un evento come questo.

Ma partiamo per la visita con ordine iniziando dai padiglioni sulla destra da sempre il cuore pulsante. Anche quest’anno i più bei nomi del customizing italiano ed internazionale sono presenti. Radikal Chopper, Abnormal Cycle, Asso, Custom Attack, Boccin, artisti come Cisko, Gaetano Sole, Aryk, Arianna Crippa, importanti case di accessori come W&W Motorcycles e Custom Chrome e piccoli artigiani di grande qualità come Wild Hog e molti altri che mi scuseranno se non li ho citati ma sarebbero infiniti. Quest’anno inoltre gli organizzatori hanno avuto come ospite Paul Sr. Di Orenge County Chopper protagonista con i suoi figli e la sua officina di un serial di successo trasmessa da SKY.

Questi padiglioni sono, come dicevo, il cuore di tutti i fan legati al bicilindrico a V targato Milwakee. Quindi frotte di Hoggers più o meno ufficiali (chapter e free chapter), gruppi MC, che si alternano nelle giornate di sabato e domenica per non incontrarsi direttamente, free biker e curiosi di questo mondo variegato che magari vengono a capire se la loro prossima moto sarà una HD. E qui le scuse per bere una o più birre e scattare innumerevoli selfie sono infinite.

Se ci spostiamo nei padigioni sulla sinistra invece troviamo un ambiente più stiloso ma non certo meno colorato e creativo. Qui Ducati, Bmw, Triumph, Guzzi, Yamaha, Honda, Kawasaki addirittura Dainese, la fanno da padrone. Infatti da quando hanno scoperto il mondo delle moto speciali, spesso nominate in toto cafè racer facendo un po’ di confusione tra le vere cafè race e le scrambler, si sono tolte un po’ di grigiore classico da evento e si sono abbigliate sbarazzine cercando di adeguarsi anche loro alle nuove tendenze. Ma bisogna dire che ce la stanno facendo.

Una menzione speciale però la devo fare a uno dei customizer più famosi e creativi sulla piazza: Mr Martini. Ogni anno stupisce tutti con i suoi stand stravaganti e colmi di creatività e anche quest’anno, dopo la giostra che aveva riscosso un grande successo, si è presentato con un ring pugilistico. Fantastico.

Tra le attrazzioni più curiose dell’area esterna menzione speciale alla Mosquito Way, gara spettacolo con cinquantini e bici semi motorizzate che ha visto Ringo, Piero Pelù ed altri VIP cimentarsi in un circuto più dedicato allo spettacolo che alla vera competizione. E anche qui menzione speciale per Ringo che ha preso ben tre bandiere nere ed è stato cacciato dalla kermesse.

Infine due citazioni non dico negative ma sicuramente rivedibili e cioè: la prima per i noiosissimi bike show che le riviste specializzate si ostinano a fare e che a parer mio hanno perso man mano negli anni interesse e valore, la seconda è che, “vox populi”, il numero e la qualità delle ragazze immagine è drasticamente scesa.

Ebbene, last but not list, un bravi a Francesco Agnoletto e Paola Somma che dedicano la loro vita all’organizzazione di questo evento che negli anni ha saputo evolversi e trasformarsi anche con il mio stimolo…

Pier Francesco Caliari

foto mbe

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