Il mio primo due ruote

Avevo 13 anni e impazzivo per l’Ancillotti 50.
Come tutti i ragazzini della mia età, intendo dire quando si anno 13 anni, il sogno era compiere il quattordicesimo anno e finalmente poter avere l’età per guidare la moto. Tante volte non era una moto ma un semplice mezzo a due ruote che ti permetteva di essere più libero e avere tanti sogni.

Uno dei miei sogni era la “moto da cross”, si perché a quei tempi si parlava di cross e regolarità nel fuoristrada.

Purtroppo mio papà aveva avuto un brutto incidente e quindi le discussioni sul poter avere come regalo una moto erano non dico frequenti ma continue. Quasi tutti i miei amici avevano un mezzo a due ruote motorizzato io no. Anche mia mamma aveva il Ciao! Mitico il Ciao rosso di mia mamma con cui di nascosto a mio padre avevo imparato a guidare. Ma ciò naturalmente non era un impedimento ad andare su quelle degli altri. Come dicevo il mio sogno era l’Ancillotti 50. Ce l’aveva un mio amico, serbatoio rosso affusolato. Era bella trasmetteva forza, eleganza e maneggevolezza. Spesso gli chiedevo : “mi fai fare un giro?”. E lui di buon cuore accondiscendeva, ma erano giretti su strada io volevo il campetto o la pista da cross. Beh per farla breve non convinsi mio padre sulla moto ma almeno la vespa si, la prima di una lunga serie di due ruote. Abitavo ad Arenzano un paese sulla riviera Ligure vicino a Genova dove dire due ruote voleva solo dire Vespa.

Ecco il mio primo mezzo a due ruote fu una vespa 50 special rossa di seconda mano. Rossa non mi piaceva e aveva anche la sella corta da “sfigato”. Che te ne fai di una vespa se non puoi almeno portarci un ‘amica o un amico anche se prima dei 16 anni non si poteva? Rossa rimase giusto una settimana e poiché le lire scarseggiavano la dipinsi con le bombolette. Grigio topo metallizzato. Una figata. Da li, forse, iniziò la mia passione per la customizzazione…. Comprai subito una sella lunga anche se di dubbia provenienza, dopo qualche tempo e risparmio sostituii la ruota davanti con una più grande, per intenderci quella del 125TS, sempre di dubbia provenienza, che però oltre che garantire una migliore aderenza stava bene anche esteticamente. Le prestazioni però erano veramente ridicole così iniziai anche il tarocco. Il primo passo fu cambiare il collettore di scarico e poi tocco fondamentale non solo estetico la famosa marmitta 90 Pinasco cromata! Spettacolo. Diciamo che così iniziavamo a ragionare. Ma non bastava. Timoroso della Polizia comunale di Arenzano che annoverava due motociclisti, che pensarci oggi sembravano usciti da un film di Louis de Funet, che noi ragazzi avevamo soprannominato uno Birillo, poiché magro e alto ma anche più malleabile, e  l’altro più grosso e cattivo con il suo nome forse perché incuteva più paura, non avevo osato fare di più sul motore. Ma si sa poi la voglia di fare il “figo” ti prende e lasci le remore e azzardi testa pistone e cilindro 60cc. E dato che le lire, come dicevo, scarseggiavano eccomi a mettere per la prima volta le mani nel motore. Smonta rimonta smonta e rimonta di nuovo ma alla fine colpo di pedivella e il motore parte. Una grande soddisfazione. E quello fu il primo passo poiché da 60cc passò a 75 cc poi 90cc poi 121cc poi 131cc e volava.. finchè non me la rubarono. In questo periodo però la voglia di fuoristrada non era passata e tra una trasformazione e l’altra un pomeriggio estivo mi diressi a Sassello con alcuni amici che andavano a girare nel campo da cross. Che tortura guardarli girare finchè come un idiota entrai anche io con il vespino. Risultato? Collettore rotto dopo 300 metri, marmitta che penzolava e rumore imbarazzante. Per fortuna che erano anni permissivi e riuscii, ridotto in quelle condizioni, a tornare a casa nonostante tutto.

Dopo il furto rimasi un po’ a piedi finchè dopo poco arrivarono i 16 anni con il primo approccio di patente. E si passò al 125 TS del ’77 che ancora ho perfettamente funzionante e che viene ammirato ogniqualvolta lo uso.

Purtroppo però la mia passione per il fuoristrada non fu mai realizzata.

Pier Francesco Caliari

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  1. Silvia scrive:

    silvia.grioni@gmail.com
    Io ho pianto e ripianto ….ma la moto o il ciao o la vespa , non me l’hanno mai concessa 😱 …..i miei avevano molta paura , ma a mio fratello arrivato 5 anni dopo hanno preso a 14 anni il fantic….😖

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