Michela Zin – La moto mi ha salvato

zin_ok

Una volta si pensava che le donne che andavano in moto fossero lesbiche, non si depilassero e fossero brutte.
Beh direi che il mondo è proprio cambiato.

Michela Zin, nasce a Verona il 6 aprile del 74, ma vive a Bassano, è un volto conosciuto nel mondo della moto e più specificatamente del mondo legato all’Harley-Davidson.

E’ mamma di due bimbe (orgogliose di avere una mamma motociclista), fa parte del gruppo “I Santi” di Brescia ed è fidanzata  con Matteo Lorenzi di cui dice che è il suo uomo ideale perché è un tipo giusto, un leader che ama mangiare bene e bere bene, ama viaggiare, la musica e conoscere.

Laureata in Economia e commercio, insegna matematica, ha un negozio di acquari con suo fratello e collabora con un agenzia di viaggi. Alterna anfibi ai tacchi, il suo profumo preferito è Lorenzo Villoresi, ama il rosso ma anche il verde che le ricorda i viaggi con i suoi genitori, le piace l’intimo color grigio perla e preferisce i cani.
Ama viaggiare in moto ma quando torna a casa trova la sua protezione.

Arriva al mondo della moto in un momento di crisi della sua vita e mi racconta che quell’incontro l’ha salvata. Ci arriva per caso uscendo dal lavoro, nel 2008, passando davanti ad una scuola guida ed incuriosita è entrata, ha chiesto quando costava prendere la patente, 200 euro, ok la prende. Avendo amici Harleysti compra un Iron 883 che tiene per due anni ma che non le da le soddisfazioni che cerca e così la cambia con uno Street Bob, che considera la sua moto ideale, che le permette di realizzare i suoi sogni e la rinascita come donna imprigionata in un ruolo sociale, viaggiare e conoscere.

E Michela è una che di kilometri ne macina tanti durante gli anni e come mi racconta, quando va in moto le si pulisce il cervello.

Prima di partire per i suoi viaggi studia durante l’anno i percorsi, le tappe, si informa sui luoghi, non è una che dove il gruppo va si fa portare. Non ama ascoltare la musica mentre viaggia ma si ricorda del viaggio in Russia dove aveva un ritornello nella testa: donne in cerca di guai. E questo (penso io) sia stata la definitiva liberazione e sdoganamento dai soliti consigli che gli uomini le davano all’inizio della sua esperienza motociclistica. E cioè della donna a cui bisogna dare sempre consigli di guida e che vogliono solo apparire quando arrivano al bar e si tolgono il casco…

Ora dopo anni di pratica magari Michela ha qualche curiosità anche per altri tipi di moto come il fuoristrada, intesi come sfida con se stessa e alla continua ricerca della passione e della libertà.

Un sogno nel cassetto lo ha ed è quello di un viaggio in oriente verso l’India, la Cina e il Giappone (Matteo preparati!).

Infine Michela di storie ne ha tante ma una sopra di tutte, quella di una donna vera, consapevole di esserlo e con le sue responsabilità ma senza tralasciare mai la sua femminilità.

Magari prossimamente ci racconterà lei la storia del suo prossimo viaggio.

Guarda avanti e vai.

Pier Francesco Caliari

Qui la Gallery

 

 

2 Comments Add yours

  1. Gerardo scrive:

    Complimenti Michela

  2. Gabriele scrive:

    Io in russia con la Miky ci sono andato, credetemi la Miky quando guida è un esempio x tanti uomini che hanno molto da imparare da lei, il Teo è indiscutibilmente il suo uomo ideale basta uno sguardo quando sono vicini x capirlo ( non ditelo al Teo ) , sembra fatta x la moto e i Santi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *